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Cos’è il Native Advertising

Il Native Advertising è una forma di pubblicità contestuale online che consiste nell’inserimento di elementi pubblicitari all’interno di contesti coerenti con questi ultimi e che cercano, anche visivamente, di omogeneizzarsi al contesto in cui sono inseriti. Elenchiamo le principali caratteristiche:

  • Si adattano al contesto in cui sono inseriti.
  • Ereditano la funzione della piattaforma in cui vivono (es: il like di Facebook).
  • Non interferiscono con la navigazione dell’utente.
  • Sono rilevanti per l’utente.

Volendo fare un esempio, è come se inserissimo la pubblicità di una racchetta da tennis in un articolo che parla della finale di Wimbledon.

Perché utilizzare i formati Native? La grande sfida dell’advertising online

Il livello di attenzione degli utenti online è in calo costante da tempo. Oggi l’utente ha un livello di attenzione medio pari a 8,2 secondi. Il grande affollamento di contenuti che oggi caratterizza il web e che continua ad aumentare a ritmo esponenziale, non si accorda ai contenuti che possono essere “consumati”, ovvero letti, dagli utenti.

E’ ormai cosa nota che la maggior parte del tempo speso dagli utenti su mezzi digitali avviene su dispositivi mobile, e che gran parte di questo tempo è passato su schermi verticali. Se ne deduce che la pubblicità su mobile non dovrebbe invadere lo spazio dei contenuti (già limitato dalle ridotte dimensioni degli schermi), dovrebbe essere ottimizzata per l’orientamento verticale e non dovrebbe interrompere il flusso di navigazione, caratterizzato da uno scroll continuo.

Tutte cose note da tempo ma qual è dunque la risposta a questa sfida? Alla necessità di amplificare i branded content raggiungendo un pubblico ampio e al mutato contesto d’uso prevalente (il mobile)? Ovviamente il native advertising, non avremmo scritto un articolo su questo altrimenti.

Sempre più ricerche rivelano infatti come, grazie alle sue caratteristiche, il native advertising permette di sviluppare un maggior engagement con l’utente, soprattutto in ambito mobile, rivelandosi quindi sempre più una valida tattica da affiancare al proprio media mix.

Pubblicità Native si, ma serve il giusto messaggio

La creatività è la chiave, ma trasmettere direttamente il tuo messaggio il più chiaramente possibile, e in maniera trasparente, fa molto. Al giorno d’oggi le persone vogliono ricevere messaggi puntuali, bisogna capire il proprio pubblico, identificare le loro esigenze e connettersi in modo proattivo con un messaggio chiaro, trasparente e creativo.

In fin dei conti, tutto riguarda l’utente, quindi pensa, a me che annunci piacerebbe vedere?

In un contesto dove la pubblicità si integra con i contenuti dove è inserita, anche la call to action dovrebbe essere studiata per integrarsi in maniera armonica con la pagina e la creatività.

Supponiamo di voler vendere la famosa racchetta da tennis, pubblichiamo un annuncio in un articolo che parla di Wimbledon. Utilizzare come call to action “AQUISTA ORA!” è un po’ forte, rischierebbe di far immediatamente identificare all’utente il nostro annuncio native come pubblicità, portandolo inconsciamente a passare all’informazione successiva.

Ma se usassimo qualcosa come “La racchetta di Federer a meno di 100 €” il messaggio sarebbe altrettanto trasparente, ma probabilmente, essendo collocata nel giusto contesto, risulterebbe più interessante agli occhi dell’utente.

I tool di Native Advertising

Quali piattaforme è possibile utilizzare per fare native advertising? Possiamo dividere l’offerta disponibile in queste macro-tipologie:

  1. Piattaforme di advertising proprietarie dei social network (es: Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram, Youtube…).
  2. Piattaforme di advertising che consentono la pubblicazione di annunci sponsorizzati nativi su network di siti(es: Next One).
  3. Grandi editori  (es: Repubblica, Corriere, ecc…).
  4. Piattaforme per la pubblicazione di un contenuto sponsorizzato su un network di influencer(es: UpStory, Mosaicoon, Buzzoole).