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Milano, Napoli, Roma e Verona: come è cambiata la mobilità nella Fase 2?

Il Sole 24 Ore

Milano, Napoli, Roma e Verona: come è cambiata la mobilità nella Fase 2?

di Filippo Mastroianni

Il coronavirus ci ha cambiato. Con noi sono cambiate le nostre abitudini. Ci affacciamo all’attesa e temuta Fase 2 con voglia di ripartire e la consapevolezza che tante cose non sono ancora come prima. La mobilità ha subito grandi cambiamenti. Per settimane siamo stati costretti a casa e le nostre città ne hanno risentito. Deserte come non le abbiamo mai viste. Nei luoghi di lavoro ma anche in prossimità dei suoi simboli. Fotografarli con i dati e raccontare quanto le diverse fasi della pandemia hanno modificato i nostri spostamenti significa capire noi stessi e le nostre città.

Abbiamo tentato di raccontarlo grazie ai dati di NEXT-14. Gruppo specializzato in marketing technologies, NEXT-14 ha raccolto ed interpretato i comportamenti degli italiani per capire quanto lo smart working sia applicato (in differenti momenti della pandemia) e come questo abbia avuto impatto sugli spostamenti. Per farlo sono stati aggregati e incrociati dati geo-referenziati con indicatori Istat, Agenzia delle Entrate, Open Data, riuscendo così ad analizzare i flussi di spostamenti in determinati luoghi di interesse presi a campione.

L’analisi si è concentrata su quattro città del nostro paese: Milano, Roma, Napoli e Verona. Per ognuna sono stati scelti alcuni punti di interesse (POI), di diversa tipologia. Piazze, luoghi culturalmente rilevanti ma anche parchi e stazioni. Su una base di 10.000 cittadini, l’idea è stata quella di monitorare quanti di questi si sono recati nei POI selezionati e quando lo hanno fatto. Abbiamo rielaborato le informazioni sotto forma di visualizzazioni. Per confrontare al meglio le varie fasi sono stati selezionati anche diversi periodi temporali. Una fase pre-covid19 (8 febbraio – 24 febbraio), l’ultima settimana di lockdown (26 aprile – 3 marzo) e la prima settimana di fase 2 (4 maggio – 17 maggio).

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