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Coronavirus, cosa ci dicono i dati: per sei su dieci l’ufficio è in casa

Coronavirus, cosa ci dicono i dati: per sei su dieci l’ufficio è in casa

Come è cambiato radicalmente il nostro stile di vita in poco più di tre settimane. Lo vediamo sotto i nostri occhi. Ma la statistica e l’uso dei Big Data ci permettono di comprendere esattamente ciò che si è verificato a partire da lunedì 24 febbraio, 48 ore dopo il primo caso rilevato di Covid-19 a Codogno, in provincia di Lodi.

A condurre l’analisi Next 14, una società di marketing di Milano, fondata da Marco Ferrari e tra i cui investitori ci sono Guido Barilla, Nicola Drago del gruppo De Agostini, Alessandro Chiesi dell’omonima società farmaceutica e il costruttore Paolo Pizzarotti.

Attraverso siti, applicazioni e sensori, Next 14 offre ai suoi clienti informazioni sui consumatori e sulle loro modalità di acquisto aggregando ed incrociando i dati geo-referenziati di 30mila persone prese a campione con gli indicatori Istat, Agenzia delle Entrate, Open Data, riuscendo così ad analizzare i flussi di spostamento dei milanesi in determinati luoghi di interesse. Next 14 ha differenziato gli spostamenti sistematici (casa/lavoro) da quelli non sistematici (visite, shopping) e ad individuare punti stazionari, cioè quei luoghi visitati abitualmente anche in modo non ricorrente.

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